Ragionare di pancia: cosa significa?

Intuizione, sesto senso, ragionare di pancia. Nomi diversi, ma lo stesso significato: andare oltre la razionalità e seguire quell’improvviso guizzo d’ispirazione. A volte, fidarsi della nostra parte razionale non è la soluzione migliore per prendere una decisione, ed abbiamo bisogno di connetterci alla nostra parte più istintiva, quella che ragiona “di pancia”.

Cosa vuol dire seguire l’istinto, e come puoi accorgerti dei segnali che ti sta mandando?

I segnali dell’istinto

Ti è mai capitato di conoscere una persona e sentire immediatamente una spiacevole sensazione? Hai mai avuto il desiderio improvviso di fare qualcosa, senza sapere perché?

Queste ed altre situazioni sono abbastanza comuni e sono segno che il nostro istinto ci sta parlando. Non sottovalutarle, perché a volte seguire l’intuizione può essere la cosa migliore da fare.

Molto spesso, l’istinto si manifesta con dei segni particolari:

  • nervosismo;
  • pelle d’oca;
  • nausea e tensione allo stomaco (le cosiddette “farfalle nello stomaco”);
  • felicità e serenità (specialmente dopo che prendiamo una decisione che riteniamo giusta).

Da dove viene l’intuizione?

Esiste un legame fortissimo tra apparato digerente e cervello: il cosiddetto asse intestino-cervello collega i due organi e fa sì che ci sia una correlazione tra pensieri ed intestino. Ecco spiegato perché, quando ti comporti in maniera apparentemente irrazionale, si dice che agisci di pancia!

Questi sprazzi di intuizione, però, non si generano nell’intestino, ma nel cervello, attraverso diversi processi:

  • Processi inconsci. Si tratta di processi automatici che avvengono senza che tu te ne accorga. Durante il giorno, il tuo cervello è soggetto a tantissimi stimoli, e li rielabora continuamente. Quasi sempre, non sei cosciente di tutto ciò. Ma sono proprio queste informazioni a farti agire d’istinto. Per esempio, mentre stai camminando senti il bisogno di attraversare la strada, ma non sai perché. Dopo che hai attraversato, una tegola cade proprio lì dove saresti passato. Probabilmente avevi notato, di sfuggita, che il tetto della casa era pericolante, dunque il tuo cervello ha preso la decisione di attraversare la strada;
  • Previsioni basate sull’esperienza. Un amico ti invita a cena in un ristorante, ma non ti va di unirti. Non sai spiegare perché, ma hai la sensazione che sia meglio non andare. Dopo qualche giorno, il tuo amico si sente male perché il cibo che ha mangiato al ristorante era avariato. All’inizio ti sembra un caso, ma poi ti ricordi che avevi letto una recensione negativa su quel ristorante. La tua scelta è stata influenzata da quest’evento, che non ricordavi quando hai preso la decisione.

Quando fidarsi dell’istinto?

A volte, sensazioni come nervosismo e pensieri sospetti riguardo qualcuno possono essere confusi con ansia o paranoia. Ma c’è una notevole differenza con queste due condizioni. Mentre l’ansia si riferisce ad eventi futuri che molto spesso non puoi controllare, i sentimenti provocati dall’istinto vanno via appena prendi una decisione. La paranoia invece è irrazionale, non si basa su fatti reali, a differenza dell’intuizione che, come abbiamo visto, si basa su rielaborazioni del nostro cervello.

In genere, è consigliabile seguire l’istinto ogni volta che devi prendere una decisione veloce e non hai tempo per valutare tutte le possibilità, oppure quando non hai molte informazioni (per esempio, se devi scegliere tra due offerte di lavoro e non hai molti dettagli a riguardo). Un’altra occasione per ascoltare quella vocina è quando hai bisogno di connetterti con il tuo corpo. I segnali che ti manda il corpo sono espressioni dei tuoi bisogni.

In conclusione, l’istinto è una parte importante della vita ed ascoltarlo richiede abilità e pratica. Se ti connetti con quella vocina interiore, imparerai ad ascoltarla e sapere qual è la cosa migliore da fare in ogni occasione.