IPNOSI REGRESSIVA

IPNOSI REGRESSIVA

IL METODO DELL’IPNOSI REGRESSIVA  PER LA GUARIGIONE DEI TRAUMI PSICHICI,  PER LA CRESCITA PERSONALE E PER LO SVILUPPO DEI TALENTI SEDE DI MILANO

La definizione “IPNOSI REGRESSIVA” è  attualmente quella più usata per far riferimento  alla tecnica terapeutica in grado di indurre lo stato psicofisico che permette la rievocazione, la comprensione, l’elaborazione e l’integrazione di vissuti più o meno remoti.

Infatti l’ipnosi è utilizzata per attivare la capacità regressivadella mente e richiamare episodi traumatici che devono essere rielaborati ed armonizzati affinché si possa compiere il percorso evolutivo.

Ogni accadimento del corso dell’esistere deve infatti  essere  integrato

all’interno del “percorso evolutivo personale” affinché  l’individuo possa realizzare le “potenzialità esistenziali”

cioè l’insieme di talenti, capacità e doti peculiari che fanno di ogni uomo un “genio” e  permettono a ciascuno di realizzare il fine unico ed irripetibile per cui è venuto al mondo.

Questo è il fine del metodo definito: IPNOSI REGRESSIVA

  • IPNOSI REGRESSIVA E TRAUMA PSICHICO
  • IPNOSI REGRESSIVA E CATARSI
  • STORIA DELL’IPNOSI REGRESSIVA
  • IPNOSI EVOLUTIVA
  • TECNICA DELL’IPNOSI

IPNOSI REGRESSIVA E  TRAUMA PSICHICO

Alcuni vissuti, per varie ragioni, non vengono  integrati all’interno del percorso evolutivo: perché non compresi, perché rifiutati, perché dolorosi.

Essi rimangono come unità dissociate della mente, come corpi estranei all’interno della coscienza, enucleati dalla personalità e determinano dispersione, spinte caotiche e autodistruttive: chiusi in un guscio che li rende resistenti al cambiamento, parassiti della psiche, assorbono energie e risorse, impediscono la realizzazione delle potenzialità esistenziali, sottraggono capacità e talenti, arrestano il percorso evolutivo, determinano atteggiamenti disturbanti, causano patologie psichiche e fisiche.

I vissuti non compresi, rifiutati, dolorosi, si comportano come elementi dissociati e perturbanti della personalità: possiamo pertanto chiamarli ” vissuti traumatici”.

IPNOSI REGRESSIVA:  LIBERAZIONE, CATARSI

La mente ha spontaneamente la capacità di liberarsi della maggior parte di questi corpi estranei: vissuti positivi, relazioni ricche di amore, incontri improntati all’ empatia, riescono a spezzare il guscio dei vissuti traumatici e a far confluire all’interno dell’unità della persona le energie bloccate e disgreganti. Inoltre alcuni stati di coscienza naturali che si instaurano sia durante la veglia che durante il sonno ( ad esempio durante la fase del sogno), sono in grado di elaborare i vissuti traumatici e ricondurre nel circuito psichico le risorse mentali sottratte e deviate.

Questa capacità della mente di eliminare spontaneamente i vissuti traumatici, di liberarsi dalle conseguenze negative che ne derivano, possiamo chiamarla “catarsi”,  sinonimo di auto-purificazione, auto-liberazione.

Tuttavia non tutti i traumi psichici vengono superati in questo modo e molti possono persistere a tempo indefinito impoverendo in misura a volte notevole la personalità.

L’ipnosi regressiva è la tecnica in grado di attivare la catarsi: l’ipnosi regressiva sintonizza la mente sullo stato di coscienza che libera dai vissuti traumatici e rievocandoli ne permette la rielaborazione e l’integrazione nella personalità.

L’ipnosi regressiva ( con più esattezza potremmo chiamarla chiamarsi “ipnosi catartica”, “ipnosi di liberazione”) ha quindi una sua tecnica particolare che la differenzia nettamente da tutte le altre tecniche ipnotiche.

STORIA DELL’IPNOSI REGRESSIVA

Binet e Janet furono i primi a mettere in rapporto varie patologie con stati di coscienza alterati che aggregavano i loro contenuti in personalità multiple: la terapia consisteva nel porsi in contatto attraverso l’ipnosi con gli stati di coscienza alterati e con le personalità scisse per ricordare e rielaborare i contenuti, unificando la personalità. Mobius mise in rapporto gli stati di coscienza scissi a traumi psichici: la terapia consiste sempre nel porsi in contatto attraverso l’ipnosi con i vissuti traumatici grazie alle sue potenzialità regressive, cioè alla possibilità di rievocare e far rivivere il passato.

In seguito la teoria del trauma e della scissione dei vissuti traumatici fu sviluppata in modo originale ed indipendente da Joseph Breur e Sigmund Freud.

Le prime osservazioni determinanti furono effettuate da Joseph Breuer tra il 1880 e il 1881: egli notò che una sua paziente (nota nella letteratura psicanalitica con lo pseudonimo di Anna O. : presentava una sintomatologia psichica assai varia e complessa) poteva entrare spontaneamente in uno stato di coscienza modificato e rivivere episodi del passato: dopo di che i sintomi connessi agli eventi rivissuti regredivano fino a scomparire. Breuer, per aumentare i benefici di questa modalità spontanea di guarigione, pensò di utilizzare l’ipnosi per indurre lo stato modificato di coscienza con maggiore frequenza, invece di aspettare che si instaurasse spontaneamente. Riuscì in questo modo a guarire la sua paziente. Breuer parlò al suo amico Sigmund Freud della sua esperienza, e questi né fu assai interessato: iniziò ad utilizzare il metodo di Breuer ed elaborò la teoria del trauma psichico: alcuni vissuti fortemente emotivi non vengono manifestati, comunicati, sfogati per una sorta di incapacità o di inibizione a farlo: le emozioni non espresse rimangono incapsulate all’interno della psiche, l’episodio traumatico che le ha determinate viene rimosso, e subentrano sintomi psichici che non sono altro che modalità patologiche con cui si manifestano le emozioni bloccate. Rievocando l’episodio traumatico con l’ipnosi, lasciando defluire le emozioni con le parole, i gesti, il pianto, si verifica il deflusso delle energie psichiche bloccate e quindi i sintomi psichici, che ne sono la conseguenza, vengono meno e si ha la guarigione.

La terapia basata sull’ipnosi regressiva era sempre volta a ricordare, rivivere, abreagire, esprimere, comunicare, rielaborare

In un primo tempo Freud utilizzò l’ipnosi per rievocare gli episodi traumatici, poi passò alla tecnica delle libere associazioni.

Ben presto Freud abbandonò la teoria del trauma psichico per elaborare quella dell’infantilismo sessuale da cui prese origine la psicanalisi. Egli sostiene di aver abbandonato la teoria del trauma perché aveva potuto verificare che alcuni traumi ricordati durante l’ipnosi erano irreali, non erano veramente accaduti ma erano parti della fantasia dei pazienti.

L’importanza del trauma psichico nella patologia fu in seguito richiamato da un allievo di Freud: Otto Rank, il quale mise all’origine di ogni patologia psichica il trauma della nascita.

Tuttavia l’intuizione di Otto Rank non ha avuto molto  seguito.

Possiamo dire che l’importanza del trauma psichico e della sua rielaborazione è stato trascurato dagli orientamenti moderni della psicoterapia.

In realtà durante l’ipnosi regressiva si possono rivivere come accaduti fatti reali e fatti che non trovano riscontro nella biografia del soggetto in ipnosi, ma questo invece di togliere valore alla teoria del trauma la rende più significativa e profonda.

Infatti questi vissuti possono essere interpretati in vari modi:

  • come fantasie trasformate in realtà
  • come fatti traumatici avvenuti in vite precedenti
  • come traumi subiti da altre persone con cui si è stati in relazione che sono stati trasmessi per una sorta di contagio psichico.
  • come trasmissione genealogica del trauma: secondo questa teoria i traumi psichici possono trasmettersi di generazione in generazione, per una sorta di ereditarietà del trauma

Tutte queste interpretazioni sono sostenute da vari autori che portano prove a sostegno della loro tesi.

Recentemente ha avuto una certa diffusione l’interpretazione che fa risalire i traumi a vite precedenti e la regressione ipnotica viene impostata fin dall’inizio in modo tale da favorire queste regressioni, che pertanto non sono più occasionali ma programmate.

Tra i propugnatori più noti di questo indirizzo vi è lo psichiatra americano Brian Weiss.

Qualunque sia l’interpretazione del trauma rivissuto (che sia una proiezione fantastica, che sia un fatto traumatico realmente accaduto, che sia una esperienza trasmessa o ereditata) il metodo dell’ipnosi regressiva rimane valido in ogni caso:

rivivere, ricordare, abreagire, esprimere, comunicare, rendere sociale ciò che era un elemento isolato e bloccato nella psiche individuale (e che proprio a causa di questo isolamento perdurava nel tempo e orientava le energie mentali per vie patologiche) dischiude il percorso evolutivo; socializzare ciò che è scisso significa scaricarne e annullarne le potenzialità patogene nell’unità della coscienza e nell’ambito delle interazioni.

CONCEZIONE ATTUALE DELL’IPNOSI REGRESSIVA

Come abbiamo detto all’inizio, l’ipnosi regressiva è finalizzata a far emergere  vissuti che, pur rigettati dalla mente,  persistono all’interno della coscienza come corpi estranei , creano blocchi e  resistenze, ostacolano lo sviluppo dei talenti, delle potenzialità mentali e spirituali, contrastano  l’autorealizzazione , il percorso evolutivo, determinano atteggiamenti disturbanti, causano patologie psichiche e fisiche.

I vissuti non compresi, rifiutati, dolorosi, si comportano come elementi dissociati e perturbanti della personalità: possiamo pertanto chiamarli ” vissuti traumatici”. Occorre rivivere questi vissuti traumatici per eliminarne l’energia negativa che arresta la crescita personale.

Se l’ipnosi regressiva, rendendo possibile l’abreazione delle cariche psichiche e la socializzazione dei contenuti mentali rimossi, è una fase indispensabile per eliminare le forze negative  che ancorano al passato, non è tuttavia sufficiente ad avviare il percorso evolutivo che ha subito arresti e regressioni: è indispensabile una seconda fase, avviata dall’ ” ipnosi evolutiva”

IPNOSI EVOLUTIVA

Così come togliere la zavorra non è sufficiente ad avviare un percorso, perchè  occorre  individuarne il tracciato, farne affiorare la necessità, sostenere i primi passi, così occorre che all’ipnosi regressiva faccia seguito una seconda fase.

E’ questa la fase, in genere ignorata ma fondamentale, dell’ipnosi evolutiva: che  proietta in avanti, fa emergere i talenti dalle profondità psichiche in cui si erano inabissati,  sollecita la ripresa del cammino evolutivo personale interrotto.

TECNICA DELL’IPNOSI REGRESSIVA – EVOLUTIVA

L’ipnosi regressiva-evolutiva utilizza la tecnica del “sentiero personale”, che permette non solo di visualizzare eventi del passato che devono essere compresi e rielaborati, ma anche  di far affiorare  consapevolezze  relative al percorso evolutivo personale.